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L’Antitrust ha sanzionato le società che hanno realizzato i due programmi e le reti televisive che li hanno trasmessi


Il 3 febbraio 2011 l’Antitrust ha assunto una decisione definitiva in merito ai telequiz “Quiz Time” e “Giocare”, la cui messa in onda su alcune reti televisive era stata già sospesa in via cautelare dalla stessa Autorithy [1].

Nella prima trasmissione televisiva il concorrente doveva individuare una parola sulla base di una combinazione di lettere che compariva in sovrimpressione; nella seconda, obiettivo del telespettatore era quello di indovinare l’interprete di una nota canzone. In entrambi i casi, i consumatori erano attratti dalla possibilità di vincere agevolmente i consistenti premi messi in palio attraverso la partecipazione telefonica al programma, il cui scopo era in realtà quello di vendere contenuti multimediali; a tal fine il presentatore invitava ripetutamente i telespettatori a telefonare a numerazioni a valore aggiunto, senza però garantire alcuna effettiva possibilità di partecipare in diretta al gioco a quiz (nel corso del programma alcuni telespettatori intervenivano senza però indovinare mai la soluzione e qualcuno dubita che si trattasse di vere telefonate: le società non hanno neppure fornito all’Antitrust gli elenchi dei vincitori…).

Secondo l’Agcm, le due trasmissioni non avrebbe comunicato in maniera chiara ai consumatori la vera natura promozionale del programma, in contrasto con la normativa vigente. Infatti nei palinsesti delle emittenti queste televendite erano presentate come programmi di “intrattenimento”; la presentazione grafica del telequiz e la conduttrice in studio contribuivano ad occultare le reali caratteristiche del programma; il banner a scorrimento veloce (poco leggibile) e la schermata informativa (trasmessa solo prima dell’avvio del programma) non davano informazioni adeguate all’utente. Solo consultando il regolamento dei due giochi, si poteva conoscere la vera natura delle trasmissioni: ma l’Antitrust ha ribadito che l’utente deve essere messo in condizione da subito di comprendere che stava assistendo ad una televendita.

Per queste ragioni, l’Agcm ha deliberato sanzioni per complessivi 225.000 euro, così ripartite:

- DP Mobile e Publimar, società organizzatrici dei telequiz: 70.000 euro ciascuna;

- Canale Italia, Pubblimed e La 9 (società editrici, rispettivamente, delle emittenti televisive Canale Italia, TMR e LA 9, attraverso le quali i telequiz sono stati trasmessi): 25.000 euro ciascuna (tali società sono responsabili di precedenti analoghe violazioni del codice del consumo);

- Profit Group (editrice delle emittenti Telecampione e Telereporter): 10.000 euro [2].


Data:  Martedi  22  Febbraio  2011

Fonte: http://www.assoutenti.it/articolo.asp?sez=99&art=672