CHI SIAMO
AUDIOTEL
VOCE
INTERNET
NEWS
CONTATTACI
Buona Notte
Sabato  20  Ottobre  2018
servizi e mezzi per le telecomunicazioni
NEWS
ALTRE NEWS
Vera Tim e false sim


Migliaia di telefonini intestati dai dealer a nomi di fantasia. Per incassare i premi dell´azienda. Così Bernabè è stato costretto a cambiare tutta la prima fila dei manager. E il sistema degli incentivi Il primo affondo degli investigatori risale a qualche mese fa, in piena estate, quando, per due volte, una squadra della Guardia di Finanza ha perquisito le sedi romane di Telecom Italia. Le Fiamme Gialle cercavano documenti utili a un´inchiesta giudiziaria nata qualche tempo prima nel Nord-est, dalle parti di Vicenza. Una brutta storia: migliaia di telefonini intestati a nomi di fantasia oppure con proprietari e utilizzatori che non corrispondevano ai titolari della carta sim. Tutto faceva pensare a una gigantesca truffa in violazione, tra l´altro, delle recenti norme antiterrorismo che hanno reso ancora più stringenti le procedure per identificare chi usa un cellulare. Partita da un controllo di routine, l´indagine si è poi concentrata su cinque dealer veneti della rete commerciale di Telecom Italia. E infine, come era facile prevedere, l´onda lunga dell´inchiesta ha raggiunto anche i piani alti del gruppo telefonico guidato da Franco Bernabè.

Nel novembre scorso è stato sospeso, e quindi rimosso dall´incarico, Daniele Scaramastra, il manager con base a Padova che dirigeva l´intera rete di vendita di Tim per il Nord-est. A dicembre, invece, ha perso il posto, licenziato in tronco, Lucio Golinelli, 45 anni, un nome di peso nell´organigramma aziendale. A lui, infatti, faceva capo tutto il network commerciale dei telefonini. In sostanza, dopo le verifiche degli ispettori interni guidati da Federico Maurizio D´Andrea, il vertice di Telecom ha contestato a Golinelli la mancata vigilanza sui suoi dipendenti. Sembra esclusa, quindi, la complicità con i presunti truffatori. Il manager avrebbe dovuto controllare e invece non l´ha fatto. Queste, in breve, le accuse che hanno portato al licenziamento, che è stato accompagnato da un riassetto complessivo della struttura commerciale. Oltre a Scaramastra sono usciti di scena altri importanti capo area come Roberto Vergari e Alessandro Turco, responsabili, rispettivamente, per il sud e il centro Italia.


Insomma, l´indagine penale ha innescato un vero ribaltone. I collaboratori di Bernabè, però, hanno scelto di tenere un profilo basso, bassissimo sulla vicenda. Nessuna dichiarazione, nessun comunicato ufficiale. E anche l´uscita di Golinelli è emersa nei giorni scorsi soltanto in occasione della nomina del suo successore. La direzione ´sales´ è infatti stata affidata al sessantenne Roberto Pellegrini, un dirigente di lungo corso che aveva perso la poltrona qualche anno fa, dopo la fusione tra Telecom e Tim ai tempi della presidenza di Marco Tronchetti Provera.

Tra i dipendenti del gruppo l´improvviso avvicendamento al vertice di un´area strategica come quella commerciale ha suscitato un´ondata di voci e interpretazioni. Non è un caso. Da tempo la rete di vendita viene chiamata in causa per vicende poco chiare. Per esempio i furti in serie di telefonini durante il trasporto ai negozi. Oppure il traffico fasullo verso numeri cosiddetti a valore aggiunto (178, 199, 899) che va a gonfiare i bilanci di società off shore controllate da misteriosi azionisti. E, infine, l´attivazione di carte sim a nome di persone inesistenti o diverse dal reale proprietario.

L´indagine veneta (ancora in corso) che ha portato al siluramento di Golinelli lascia per il momento senza risposta almeno un interrogativo. Perché mai i dealer sotto accusa si sarebbero prestati a una simile frode? Perché moltiplicare le intestazioni fittizie? Questione di benefit, probabilmente. Ovvero i premi destinati ai venditori che raggiungono i target commerciali fissati anno per anno dall´azienda. In altre parole, i guadagni aumentano in base al numero di sim attivate. Il sospetto è che la frode fosse incominciata parecchio tempo fa. Una volta scoperto il sistema per aggirare i controlli, evidentemente non proprio accurati, i dealer sarebbero riusciti ad attivare migliaia di carte taroccate moltiplicando i loro profitti. Ma c´è di più. Il mercato delle sim ´anonime´ è potenzialmente molto ricco. E tra i clienti più affezionati ci sono le organizzazioni criminali.

di Vittorio Malagutti

Data:  Mercoledi  4  Febbraio  2009

Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Vera-Tim-e-false-sim/2063688