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Inchiesta 899, suicida in carcere


Si è impiccato nel bagno della sua cella Aprile Gatti, coinvolto nell´inchiesta sulla truffa telefonica. Il garante per i diritti del detenuto: «A lui non erano stati concessi i domiciliari» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU´ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
Si è suicidato in carcere Niki Aprile Gatti, 26 anni, arrestato per l´inchiesta 899. «Al termine dell’interrogatorio di garanzia, ieri il gip gli ha confermato il carcere, mentre per altri ha optato per i domiciliari. Questo potrebbe essere stato l’elemento scatenante di uno stato di depressione». È quanto sostiene Franco Corleone, garante del Comune di Firenze per i diritti del detenuto.
LA VICENDA GIUDIZIARIA. Da giovedì scorso l´uomo era detenuto nel carcere di Sollicciano, per l´inchiesta della procura di Firenze sulla truffa telefonica con prefissi come l´899. Gatti gestiva appunto un´azienda di servizi di telefonia di San Marino coinvolta nelle indagini, coordinate dal pm della Dda Paolo Canessa e dal magistrato Giulio Monferini, sull´organizzazione che induceva gli utenti a telefonare o a collegarsi a internet a tariffa maggiorata. Valore complessivo della truffa, dieci milioni di euro. I proventi sarebbero poi confluiti in società estere «off shore». La ditta di Gatti, accusato di associazione per delinquere e concorso in riciclaggio, era concessionaria dei prefissi 899, poi concessi ad altre società che attuavano la truffa. Tra gli arrestati c´era anche Piero Mancini, presidente dell´Arezzo calcio.
IL SUICIDIO. Aprile Gatti non era sposato e non aveva figli. Secondo quanto emerso finora, si è tolto la vita impiccandosi con stringhe e jeans, nel bagno della cella. Il cadavere, ritrovato dai suoi compagni di cella, non presenta segni di colluttazione nè l´uomo ha lasciato lettere per spiegare il gesto. Corleone ha aggiunto: «Era incensurato e l’esperienza del carcere deve essere stato per lui oltremodo dura. Se posso fare una riflessione ampia e non legata strettamente al fatto di oggi, dico che non si può pensare di risolvere tutto con il carcere e che a volte se ne dovrebbe fare un uso più prudente». «Di fronte a un´estate che comincia a essere calda - ha concluso il garante per i diritti del detenuto - e al sovraffollamento nelle carceri, la preoccupazione aumenta».
Alessandra Erriquez


Data:  Martedi  24  Giugno  2008

Fonte: Corriere fiorentino