CHI SIAMO
AUDIOTEL
VOCE
INTERNET
NEWS
CONTATTACI
Buon Pomeriggio
Giovedi  22  Febbraio  2018
servizi e mezzi per le telecomunicazioni
NEWS
ALTRE NEWS
Truffe telefoniche con l´899. Arrestato il patron dell´Arezzo


L´inchiesta Inchiesta 899, clienti perdono 10 milioni
Ammontano a circa 10 milioni di euro i costi telefonici complessivi addebitati in bolletta a ignari abbonati ed emersi nell’inchiesta fiorentina su una truffa con prefissi come l’899, iniziata a febbraio 2007 e che ieri ha portato all’arresto, fra gli altri, del presidente dell’Arezzo calcio, Piero Mancini, che ricopre un ruolo nella Flynet, concessionaria di servizi telefonici. Nell’ambito dell’inchiesta si è appena conclusa un’ operazione della questura di Firenze nelle province di Arezzo, Perugia, Ancona, Rimini, Cesena e Salerno, con perquisizioni, sequestri e 18 misure di custodia cautelare in carcere. Per Mancini le ipotesi di reato sono riciclaggio e concorso esterno in associazione per delinquere. Agli altri indagati sono contestati, a vario titolo, reati di associazione per delinquere, truffa informatica, installazione di apparecchiature atte ad impedire comunicazioni o conversazioni telefoniche, impedimento ed interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, riciclaggio. L’indagine è partita da numerose denunce di cittadini destinatari di bollette telefoniche anomale, con traffico diretto verso numeri con i prefissi 899-892-0088-166.
ORGANIZZAZIONI DI TIPO MAFIOSO. Si sarebbero anche adoperati per riciclare soldi di organizzazioni di tipo mafioso alcune delle persone coinvolte nell’indagine fiorentina su una truffa con prefissi come l’899 e che ha portato a 18 arresti. In base a quanto emerge, a questo fine alcuni degli arrestati avrebbero messo a disposizione le loro attività economiche in Gran Bretagna finite nell’inchiesta sugli 899. Secondo quanto emerge dalle indagini, coordinate dal pm della Dda Paolo Canessa e dal magistrato fiorentino Giulio Monferini, i responsabili di una società inglese - fra cui Giuseppe Cimieri e Carlo Contini, entrambi di Perugia - in Umbria sarebbero entrati in contatto con persone legate a organizzazioni di tipo mafioso. Fra queste, un ex collaboratore di giustizia poi accusato dell’omicidio, sempre in Umbria, di un ex pentito. Da questi contatti sarebbe nato il progetto, poi naufragato, di occultare, attraverso le attività economiche inglesi, quadri di autore e ingenti somme contanti, fra cui 80 mila franchi svizzeri, in possesso di personaggi appartenenti ad associazioni siciliane di tipo mafioso. Sempre secondo gli investigatori, anche la società Flynet, presieduta del patron dell’Arezzo calcio Piero Mancini (arrestato) e finita nell’inchiesta sulle truffe 899, avrebbe avuto un ruolo, seppur indiretto, nel progetto. BUSINESS DA CAPOGIRO. Il business era di quelli da capogiro. Business telefonico rigorosamente esentasse. Per gli organizzatori, ovviamente. Non per migliaia di truffati che si sono trovati le bollette telefoniche gonfiate senza motivo e che sono stati costretti a pagare nonostante le denunce. La procura distrettuale antimafia di Firenze, al termine di un´indagine portata avanti in silenzio per quasi tre anni dalla squadra mobile di Firenze e dalla Guardia di Finanza, è riuscita a bloccare la truffa informatica con i famigerati numeri 899 o 892. In manette sono finite diciotto persone. Tra loro anche Piero Mancini e Giovanni Cappietti, presidente e amministratore delegato dell´Arezzo calcio, squadra che milita in C1: l´accusa è di concorso esterno in associazione per delinquere finalizzata alla truffa informatica e al riciclaggio. Sarebbe Mancini, spiega il gip Anna Sacco nell´ordinanza di custodia cautelare richiesta dai pm Paolo Canessa e Giulio Monferini, il vero «dominus » dell´organizzazione. L´uomo che nelle telefonate intercettate dagli investigatori, invitava i soci ad andare avanti su quella strada perché «si guadagna bene». E in effetti, secondo quanto emerso dalle indagini, il volume di affari era enorme dal momento che il costo di un minuto di conversazione era di 10 euro più 2,50 di Iva. L´incasso di ciascuna società arrivava fino a 40 mila euro in pochi giorni. Oltre alla Fly-net di Mancini c´erano altre società coinvolte in tutta Italia.
LA TRUFFA. Il meccanismo per truffare i clienti era semplice: con la tecnica dello spamming venivano inviati sms ai cellulari di utenti Telecom, Vodafone e Wind. Il mittente in genere era un non meglio precisato «centro msg» e il messaggio recitava: «È presente un nuovo messaggio». Veniva indicata l´ora e la data e l´invito a chiamare da un numero fisso al numero 899 o 892 ma ovviamente il messaggio era inesistente. Nel caso di connessione a internet, il sistema era lo stesso: appariva una finestra sul computer che chiedeva il consenso a connettersi a un sito di astrologia e cartomanzia. In realtà anche senza autorizzazione partiva la connessione a un´utenza a tariffa maggiorata dopo soli tre secondi. Oltre agli 899 anche alle utenze cellulari internazionali con il prefisso 0088. Connessione e disconnessione avvenivano all´insaputa del cliente che non si rendeva conto di nulla fino all´arrivo delle bollette telefoniche stratosferiche. Tra gli arrestati, oltre ai titolari delle società e ai gestori dei call-center di astrologia e cartomanzia, ci sono anche due tecnici informatici che riuscivano a intervenire sui programmi attraverso installazioni di dialer in grado di interrompere la connessione internet dell´utente dal proprio provider e commutarla in una connessione all´utenza a tariffa maggiorata del gestore concessionario. Sono state circa 4 mila le denunce arrivate negli ultimi tre anni alla polizia postale di Firenze. Da quelle querele è partita l´inchiesta della procura che oltre alla truffa informatica ha poi contestato anche il riciclaggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il guadagno delle truffe finiva su società off-shore a Londra da dove poi i soldi ritornavano in Italia ai titolari delle società. Per questo tra le accuse contestate c´è anche la frode fiscale. Mancini non è nuovo alle cronache giudiziarie: è finito sotto inchiesta con l´accusa di corruzione nell´ambito dell´inchiesta di Arezzo su «Variantopoli». E il suo nome è entrato, seppure marginalmente, anche nell´inchiesta «Calciopoli»: sono diverse le intercettazioni che lo riguardano. I pm hanno adesso disposto il divieto di colloquio con i legali per tutti gli arrestati. Anche Mancini dovrà aspettare di essere interrogato prima di poter parlare con l´avvocato Nino D´Avirro.


Data:  Venerdi  20  Giugno  2008

Fonte: Corriere fiorentino